“Batman: Arkham Origins” – La Recensione SENZA SPOILER di CPB

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ATTENZIONE: Questa recensione è PRIVA DI SPOILER, ma nei commenti gli utenti saranno liberi di spoilerare quanto vogliono, quindi non leggete i commenti se non avete finito il gioco. Buona lettura.

Il 25 Ottobre 2013, a due anni di distanza dal capitolo precedente, “Batman: Arkham Origins” il nuovo videogioco della premiatissima saga videoludica dedicata al Cavaliere Oscuro, arriva a comporre una vera e propria trilogia, quella della Serie Arkham. Seguito da “Batman: Arkham Asylum” e da “Batman: Arkham City”, “Batman: Arkham Origins” non è solo un semplice terzo capitolo di una storia, ma è, fondamentalmente, il primo: il gioco funge da prequel della Saga, e narra un’oscura vicenda ambientata 7 anni prima degli eventi accaduti al Manicomio di Arkham, che, tra un fiocco di neve e un nemico pronto a ucciderlo, porteranno Bruce Wayne a plasmare la sua fama di Vigilante e a diventare un vero Eroe.

Batman: Arkham Origins” conferma il terzo capolavoro dell’Arkham Series che tutti aspettavamo: possiamo osservare un Batman pieno di insicurezze e di paure, un Batman che non si ferma davanti a nulla, ma che è anche disposto ad arrendersi per il bene delle persone che ama, ma che non lo farà grazie ai suoi nuovi alleati. Costellato di frasi profonde e scene piene di suspance, il terzo capitolo della Serie Arkham raggiunge vette mai esplorate pienamente nei capitoli precedenti, perché si concentra parecchio non solo sull’azione e sulla trama (anche piuttosto semplice, tutto sommato), ma soprattutto sui dialoghi e sulle scene piene di emozioni: i discorsi, le ramanzine, i diverbi e gli aiuti verbali da parte di Alfred sono fondamentali per la formazione di Bruce Wayne come uomo e di Batman come simbolo. Probabilmente l’episodio più violento visivamente ed emotivamente, “Batman: Arkham Origins” espande l’esperienza dei due capitoli precedenti, anche se si nota una certa paura da parte di WB Games Montréal (anche giustamente, forse!) al distanziarsi troppo dal lavoro Rocksteady: basti pensare alla mappa di gioco, la quale è composta per metà dalla futura Arkham City (parlo ovviamente della Vecchia Gotham), che è stata resa, naturalmente, integra e non fatiscente poiché Hugo Strange aveva probabilmente altro da fare all’epoca!

Per quanto riguarda la trama, la storia è ben scritta (nonostante Paul Dini non abbia partecipato), sorprende spesso, ma ha comunque delle lacune che potevano essere colmate semplicemente allungando la durata della storia. E’ comunque godibile e, a tratti, raggiunge epicità mai raggiunte nella saga, alcune delle quali possono addirittura superare lo shockante finale di “Batman Arkham City”.

Parlando complessivamente dei personaggi, non si può dire che sia stato fatto un lavoro eccelso (alcuni personaggi che potevano essere ben integrati nella storia sono stati decisamente sprecati, Electrocutioner in primis), ma dato che i personaggi veramente principali sono circa 5 (Batman, Alfred, Joker, Gordon, Bane) e che 4 di questi 5 sono davvero notevolmente tridimensionali, il giocatore rimane comunque molto soddisfatto: il rapporto Batman/Joker è estremamente curato, e trasposto nei minimi dettagli dal fumetto alla console (inserendo godibilissimi riferimenti ed enormi rimandi ad alcune delle più bibliche storie su carta o ai più celebri film di Batman), e si distanzia molto (non troppo, però) da ciò che abbiamo visto nei capitoli precedenti; Alfred per Bruce è come un padre, un amico e soprattutto come una vera e propria coscienza, ed il loro rapporto è molto ispirato allo splendido lavoro di Nolan nei suoi film; Gordon si ritrova nella stessa, drammatica situazione in cui è in “Batman Begins“: è costretto a scegliere tra la Legge e la Giustizia, guidando con passione e determinazione un esercito di poliziotti (che lui non sa essere completamente corrotto) alla scoperta dell’identità di Batman, capendo poi che la cosa d ìa fare è schierarsi dalla parte della Giustizia e non dalla Legge, non essendocene praticamente più una; Bane è anch’esso curato e sicuramente molto apprezzabile, ma non riporta comunque molte novità, essendo una visione (un’ottima visione, per carità!) del personaggio già vista più volte.

Grafica, doppiaggio italiano e sonoro, gameplay e situazioni di gioco sono quasi ottime: la grafica è molto buona, ma non si differenzia da quelle dei capitoli precedenti. Un grosso problema sono i numerosi bug e i momenti in cui il gioco va a scatti o si blocca del tutto: fortunatamente a breve uscirà una patch scaricabile che risolverà ognuno di questi problemi; il doppiaggio italiano è ottimo, come sempre, considerato anche che sono stati mantenuti i medesimi doppiatori dei capitoli precedenti per ogni personaggio ricorrente, ma la poca accortezza di un dettaglio vocale rovina uno spoiler abbastanza grosso, purtroppo; musiche ed effetti speciali ottimi: la colonna sonora sembra un’inquietante motivetto natalizio che mescola i temi dei due film (in particolare il secondo) di Tim Burton e la violenta musica di “The Dark Knight Rises” (a volte sembra che da un momento all’altro parta “Deshi Deshi Basara Basara“!), e si sposa bene con ogni momento di gioco, dall’azione più furtiva al combattimento più estremo; il gameplay è il medesimo degli episodi precedenti, aggiungendo alcuni simpatici ed originali gadgets che aiutano gli scontri furtivi e quelli corpo a corpo, aumentando la varietà di nemici e i modi in cui possono essere battuti. Anche i combattimenti con i boss sono abbastanza originali e vari, differenziandosi non solo di boss in boss nel gioco stesso,  ma anche da quelli dei due giochi che precedono questo prequel. E’ stata inoltre “evoluta” la Modalità Detective, in grado di esaminare scene del crimine e di ricostruirne favolosamente le dinamiche in una proiezione tridimensionale spettacolare!

Le missioni secondarie sono divertenti e ben sviluppate, le Modalità Sfida sono uguali a quelle di “Batman: Arkham City” e la Modalità Multiplayer è ben fatta e innovativa, quindi un punto in più, insieme al godibile DLC di Deathstroke.

Nel complesso, “Batman: Arkham Origins” non è forse il migliore della saga (ovviamente il finale di “Batman: Arkham City” pesa parecchio), ma sicuramente il più innovativo e il più coraggioso!

VOTO: 9.5/10

Commento finale: “Batman: Arkham Origins” non deve assolutamente mancare su nessuna console di un bat-fan, perché quello che il fan del fumetto, della saga e dei film conosce, in questo gioco c’è! Sono fiero di averlo comprato!

REDROBIN

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2 Risposte to ““Batman: Arkham Origins” – La Recensione SENZA SPOILER di CPB”

  1. BatmanTheWin Says:

    Ottima recensione. Condivido in pieno tutto quello che hai detto. Se posso esprimere un mio personalissimo parere, avrei voluto in primis un electrocutioner con più spazio nella storia. Poi avrei dato molto ma molto più spazio a Shiva, rendendola una delle assassine più importanti del gioco e infine avrei inserito ( sempre mio personalissimo pensiero, non dimentichiamoci ! 🙂 ) Scarface, magari collegandolo a maschera nera ( dato che sono due boss mafiosi ).

  2. […] ARKHAM” è stato il nostro fedelissimo utente William che, ispirandosi alla struttura della mia recensione sul gioco, ci ha inviato i suoi entusiasti pareri. Per questo oggi iniziamo ufficialmente la nostra […]

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